Athletic Bilbao, utopia o esempio?

Tascout

03 Maggio, 2019

In Europa c’è una squadra di calcio che percorre imperterrita da tempo la sua strada solitaria: si tratta dell’Athletic Club. Nata nei Paesi Baschi (una delle regioni più a nord della Spagna) si vanta di avere tra le sue fila solo calciatori autoctoni. Ma partiamo dall’inizio.

La storia del club

L’Athletic nasce a Bilbao nel 1898, nella provincia della Biscaglia, grazie all’influenza dei britannici che in questa regione diffusero la moda del football, sport tipicamente inglese. Negli anni l’Athletic è cresciuto sempre di più, arrivando a collezionare 8 Liga, 23 Copa del Rey e 2 Supercopa.

Oggi, insieme al Real Madrid e al Barcellona è l’unica squadra della Liga a non essere mai retrocessa in Segunda Division. Ottimi risultati se si considera che, a differenza di tutte le altre squadre del mondo, rimane fuori dal calcio mercato perché i suoi giocatori provengono direttamente dai bacini giovanili dei Paesi Baschi, la famosa 'cantera'. Qui, infatti, un catalano o un andaluso vengono considerati alla stregua di un africano o di un sudamericano, ovvero non vengono presi minimamente in considerazione perché non baschi.

Ma quanto potrà durare questo idillio? I tifosi sperano per sempre. Pare, infatti, che più che vincere, si chieda all’Athletic Club di continuare ad esistere, questo a fronte delle difficoltà che si è trovato ad affrontare ultimamente in campionato. I media, invece, che da sempre tengono gli occhi puntati sull’anomalia basca, ritengono che sia un’utopia destinata a finire, questo perché sarà difficile trovare per sempre risorse vincenti capaci di competere non solo nel campionato spagnolo, ma soprattutto nelle competizioni internazionali. Comunque la si pensi è singolare il fatto che, in una società attuale fortemente globalizzata, soprattutto nel mondo dello sport, esista un club così chiuso, con una gestione così “protezionista”, prendendo in prestito il termine dall’economia.

La situazione in Italia

Se da una parte questo potrebbe far storcere il naso, perché nello sport non ci dovrebbero essere confini, dall’altra può essere un motivo di riflessione per la situazione calcistica italiana. Nel nostro Paese, infatti, da tempo le squadre sono composte prevalentemente da calciatori stranieri.

La serie A, soprattutto, continua a prediligere professionisti esteri piuttosto che investire sulle nostre giovani promesse. Il risultato è stata la disfatta degli ultimi Mondiali. È proprio nella più grande vetrina del mondo del calcio, infatti, che si è palesata la mancanza di calciatori italiani che fanno la differenza. Da qui, ne è nata una profonda riflessione su come si possa cambiare rotta ed iniziare a dare valore ai bacini di calcio giovanili.

L’esempio basco è ovviamente estremo, ma basterebbe regolare la presenza di stranieri nelle nostre squadre per non mettere a repentaglio l’esistenza, l’affermazione e - perché no? - la vittoria della futura nazionale italiana ai prossimi Mondiali di calcio.

Tascout fa parte di questo grande progetto di affermazione del calcio italiano. L’obiettivo del nostro Team, infatti, è quello di incoraggiare il gioco del calcio tra i giovani e offrire alla community tutti gli strumenti per far emergere il proprio talento. Il resto lo fate voi!

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